riutilizzo reflui

Studio di fattibilità per il riutilizzo delle acque reflue provenienti dal depuratore di Piacenza per uso irriguo

Con riutilizzo dei reflui s’intende il processo di uso delle acque in uscita da un impianto di depurazione per scopi quali l’irrigazione di aree agricole o di aree verdi, l’uso industriale, l’uso civile non potabile.

I vantaggi conseguibili tramite il riutilizzo possono essere molteplici, sia da un punto di vista economico, sia da un punto di vista ambientale:

  • avere a disposizione una risorsa da utilizzare a basso costo;
  • salvaguardare l’attuale quali-quantità della falda acquifera riducendone l’utilizzo per fini agricoli e di giardinaggio;
  • ridurre l’impatto dello scarico d’acque reflue nel corpo idrico ricettore;
  • ridurre il consumo energetico legato all’utilizzo di sistemi di pompaggio

Nello studio, partendo da un’analisi qualitativa e quantitativa dei reflui  in uscita dal depuratore di Piacenza si sono analizzati 3 differenti soluzioni progettuali di riutilizzo:

  • irriguo tramite deflusso a gravità in canali esistenti in un’area limitrofa al depuratore
  • irriguo attraverso un sistema di distribuzione in pressione in un areale localizzato ad 8 km dal depuratore
  • industriale  attraverso la realizzazione di una rete idrica duale nell’area logistica localizzata nei pressi del depuratore

Per ognuno di queste è stata svolta una stima economica degli interventi necessari e, utilizzando un modello della falda di Piacenza, un’analisi dei benefici ambientali connessi al minor prelievo per scopi irrigui.

E’ stata identificata come migliore, fra le 3 soluzioni progettuali analizzate, quella di riutilizzo attraverso un sistema di distribuzione in pressione. In tale soluzione la condotta installata raggiungerebbe una quota geodetica di 15 metri superiore rispetto al depuratore di Enìa Piacenza e nelle vicinanze del fiume Nure rendendo possibile l’alimentazione di un areale irriguo decisamente più esteso rispetto al caso di sola distribuzione a gravità.

Inoltre è stata analizzata la possibilità di impiegare la tubazione, nel periodo non irriguo, in funzionamento “inverso”, ovvero come condotta forzata prelevando una quota parte della portata defluente nel fiume Nure,  e turbinandola nei pressi del depuratore di Piacenza.

Tale soluzioni permetterebbe una produzione stimata di 122 Mwh annui che garantirebbero la compensazione di circa il 75%  dei 160 MWh annui utilizzati nel periodo irriguo per il rilancio del refluo. Il restante 25% dell’energia impiegata si stima che venga indirettamente compensata dal mancato utilizzo da parte degli agricoltori degli attuali sistemo di sollevamento dell’acqua prelevata dalla falda. Oltre ai vantaggi ambientali questa ipotesi progettuale renderebbe possibile la sostenibilità economica dell’intervento permettendo il ritorno dei costi iniziali di  investimento nei primi 5 anni di funzionamento.

Il lavoro svolto si inserisce all’interno dello “Studio del bacino idrografico del fiume Trebbia per la gestione sostenibile della risorsa idrica” http://www.arpa.emr.it/ingamb/download/trebbia/SINTESI-divulgativa.pdf

Coordinatore al Progetto

Dott. Menozzi Enrico –Ato Piacenza

Dott. Modenesi Marina – Enìa Piacenza