solido come una quercia

Il giorno seguente il lupo andò a casa del Porcellino Medio e bussò alla sua porta.

“Chi è?” chiese.
“Tuo fratello” rispose il lupo.
Ma il Porcellino Medio sapeva che non si trattava del fratello e non aprì al lupo.
Così questi sbuffò stizzito e buttò giù la casa del Porcellino Medio.
La casa di legno cadde e il lupo se lo mangiò.
(I tre procellini Jacobs Joseph )

Dopo il terremoto del 1755, a Lisbona l’intero centro cittadino è stato ricostruito prendendo come riferimento le poche strutture che avevano resistito alle scosse: quelle a base di legno, leggere e dissipative, che costituiscono l’ossatura portante di pareti, solai e coperture. Ancora oggi, sebbene siano trascorsi 250 anni, nella ristrutturazione e conversione di quegli edifici storici, le strutture in legno vengono conservate senza particolari necessità di consolidamento.

Tuttavia, forse per colpa della fiaba che a tutti noi hanno raccontato più e più volte nell’infanzia,  c’è ancora diffidenza. L’ho verificato personalmente.

Alcuni mesi fa, interessato a valutare la possibilità di acquistare una casa prefabbricata in legno, mi sono trovato a parlare dell’argomento con diverse persone,di cui una buona parte ha tentato di scoraggiarmi. Marcirà, si deprezzaerà nel giro di pochi anni, la mangeranno gli insetti, brucerà. Il senso comune, esagerando un pochino, è questo.

In effetti, le realizazzioni nel nostro paese sono ancora poche e isolate ed anche a livello universitario i corsi che approfondiscono l’argomento sono rari.

Fortunatamente non tutti hanno avuto tali convinzioni. Soprattutto Germania e Norvegia in Europa, e Canada e Australia, hanno negli ultimi decenni investito parecchio in ricerca e innovato le tecniche costruttive portando ad un’ampia diffusione le case in legno; ma anche in Italia alcune aziende hanno investito in questa tecnlogia sviluppando ottimi prodotti. Un caso particolarmente interssante è costituito dal progetto SOFIE (Sistema cOstruttivo casa FIemme), coordinato dall’Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree (Ivalsa) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di San Michele all’Adige in collaborazione con la Provincia di Trento e con le aziende del settore legno in Trentino. Il progetto è iniziato 7 anni fa grazie al contributo della Provincia di Trento con la finalità di sviluppare tecniche costruttive per realizzare strutture antisimiche, con alta resistenza agli incendi e al contempo energeticamente efficienti e di minimo impatto ambientale. La materia prima individuata è l’Abete rosso, una delle specie arboree più diffuse in Europa da cui si ricava legname per svariati impieghi. La raccolta dell’abete viene effettuata secondo pratiche selvicolturali sostenibili che non incidono sul patrimonio forestale. Viene raccolto annualmente un quantitativo di legname non superiore alla ricrescita annua, ad oggi in Trentino viene utilizzato solamente il 50% di tale potenziale, c’è dunque un ampio margine per un incremento eco-compatibile. La pratica della selvicoltura sostenibile, oltre a non impoverire le foreste, ha il vantaggio di mantenere piu’ giovane l’età media delle stesse favorendo un tasso di crescita superiore, e dunque un maggior assorbimento di CO2, rispetto alle foreste non sfruttate.

L’Abete rosso viene tagliato in tavole dallo spessore di 2 cm. La tecnica costruttiva sviluppata dal progetto SOFIE chiamata X-Lame consiste nell’assemblaggio incrociato delle tavole rispetto a strati adiacenti per ottenere pannelli dallo spessore variabile fra i 5 e i 30 cm e di dimensioni 3 x 12 m. Queste lastre rettangolari vengono lavorate mediante macchine a controllo numerico che predispongono le aperture richieste dal progetto (porte, finestre, vani scala o altro). Per assemblare i pannelli si utilizzano angolari metallici, chiodi a rilievi tronco-conici e viti autoforanti in grado di garantire la tenuta e l’elasticità della struttura. Le operazioni di assembalggio sono estremamente semplici e procedono ad una velocità di 1 piano al giorno.

Questo processo produttivo, oltre a basarsi su risorse totalmente rinnovabile, ha costi energetici e ambientali drasticamente inferiori rispetto al cemento armato: per la produzione di un metro cubo di componenti in legno pronti per il montaggio sono richiesti dagli 8 ai 30 kWh, per il cemento il fabbisogno sale a 150-200 kWh e per l’acciaio 500-600 kWh.

Considerando che in tutto il mondo la fabbricazione di cemento contribuisce al 10% di tutte le emissioni di CO2 industriali è evidente quale possa essere il vantaggio ambientale legato ad un’ampia diffusione dell’utilizzo del legno come materiale di costruzione.

Anche per quanto riguarda la fase di cantierizzazione i vantaggi ambientali sono considerevoli: è stato stimata una riduzione del 60% delle emissioni di CO2 e del 80% (Confronto degli impatti di una struttura di circa 230 m2 eseguito per il Centro Sociale di Rignano sull’Arno).

Nel 2007, per valutare con prove oggettive le reali capacità antisismiche della tecnologie sviluppata, è stato eseguito un test a Kobe in Giappone, sulla piattaforma vibrante dell Istituto Nazionale di Scienze Terrestri e Prevenzione Disastri Miki. Si è sottoposto a test una struttura di 7 piani, dalle dimensioni 7 X 15 X 23 m di peso proprio di 120 tonnelate e sovraccaricata con 150 tonnellate. La struttura è stata sottoposta alle sollecitazioni consecutive di alcuni dei sismi più distruttivi verificatesi negli ultimi anni: quello di Kobe del 1995, quello di Kashiwazaski del 2007 e quello di Nocera in Umbria del 1997. Alla fine di tale furia distruttiva la casa Sofie, prima volta in assoluto per una struttura in legno di tali dimensioni, è rimasta in piedi e perfettamente a piombo.

I soli danni strutturali rilevati sono stati localizzati nei sistemi di acciaio che tengono uniti i pannelli e che possono essere facilmente sostituiti.

L’esperimento ha dimostrato definitivamente l’ottima affidabilità del legno come materiale per l’edilizia che, oltre a garantire elevati valori di confort abitativo, risparmio economico ed energetico, risulta indicato per l’impiego in zone a forte rischio sismico garantendo il massimo standard di sicurezza.

Seppure la tecnologia con strutture a pannelli X-Lam sia già diffusa in Italia, il progetto Sofie ha dimostrato l’applicabilità anche per strutture di notevoli dimensioni,quali scuole, ospedali, edifici pubblici e residenziali. Il primo esempio di rigorosa applicazione della tecnologia SOFIE ad un edificio pubblico è in fase di realizzazione a Trento, con un collegio universitario di 5 piani, ad altissima prestazione energetica con certificato LEED,  che ospiterà  circa 130 studenti.

La speranza è che questo sia un punto di partenza e non un caso isolato.