luce allo stato solido

Legambiente e Università di Padova hanno svolto un’indagine in tema di efficienza nell’illuminazione pubblica analizzando i dati di 70 capoluoghi italiani relativi all’anno 2004. E’ stata stilata una classifica in cui alla prima posizione in termini di efficienza figura Pavia; l’efficienza media delle altre città italiane risulta il 50% inferiore. http://www.legambiente.eu/documenti/2006/0320_facciamo_piena_luce/facciamo_piena_luce.pdf

Prendendo come riferimento Pavia,  si può affermare quindi che la metà dell’energia utilizzata andava nel 2004 sprecata. Non si parla di quantitativi trascurabili: l’illuminazione pubblica incide per il 2% sui consumi elettrici complessivi nazionali, circa 6,5 Twh annui, ovvero la produzione di una centrale nucleare di piccole dimensioni (570 MW di potenza) http://www.kyotoclub.org/index.php?go=30a341&PHPSESSID=9526fba4dbc840c970ca358c4306f0a2.

Le principali cause di tale sperpero sono attribuibili all’uso di lampade a bassa efficienza, all’assenza di elettroniche di controllo, come i riduttori del flusso luminoso, e all’uso di armature che irradiano la luce in tutte le direzioni, perdendo in efficacia sul piano stradale e determinando inquinamento luminoso.

Ad oggi non è stato ancora aggiornato lo studio con dati più recenti, non è dunque possibile fare valutazioni in termini quantitativi. Si è però assistito a numerose iniziative e buone pratiche messe in atto dai comuni per aumentare l’efficienza dell’illuminazione pubblica.

Fra queste, quella che presenta l’aspetto tecnologicamente più innovativo, è l’utilizzo di sistemi ad illuminazione a led.

Una lampada LED è un tipo d’illuminazione allo stato solido (SSL) che utilizza diodi emettitori di luce (LEDs) come fonte d’illuminazione in sostituzione dei gas o dei filamenti elettrici presenti nelle altre tipologie di lampade. I principali vantaggi sono i ridotti consumi energetici, l’elevata longevità, l’accensione istantanea e lo spettro di emissione luminosa ad alte frequenze corrispondenti alle tonalità bianco-blu.

La questione dello spettro luminoso non solo determina una percezione più naturale dei colori, ma incide in maniera considerevole anche sulla nitidezza della visione. Questo perchè la retina dell’occhio umano è costituita da due diverse tipologie di cellule sensibili alla luce: i coni e i bastoncelli. A grandi linee si può dire che i coni permettono la visione del colore e hanno una maggiore capacità di percezione dei particolari e dei dettagli, mentre i bastoncelli ne hanno una definizione più bassa, non percepiscono distintamente i colori, ma in compenso presentano una sensibilità maggiore alla luce.

I bastoncelli, che funzionano in condizioni di bassa visibilità, percepiscono meglio il blu a differenza dei coni, i quali possono vedere luce profondamente rossa, luce che per i bastoncelli appare nera. Lo possiamo sperimentare di persona prendendo due pezzi di carta colorata rossa e blu: in condizioni di buona luminosità, risulta più luminoso il pezzo rosso, passando all’oscurità l’effetto si inverte.
Accade quindi che, nelle ore notturne, a pari intensità di luce, lo spettro luminoso emesso dai led permette una migliore percezione visiva rispetto ad altre fonti che hanno invece spettro tendente al giallo e al rosso (le diffuse lampade a vapori di sodio).

Chi abita a Piacenza può verificarlo direttamente percorrendo Via Risorgimento o Via Martiri della Resistenza (vedi fotografie). Piacenza ha infatti avviato da alcuni mesi un’importante sperimentazione: è la prima città in cui è stata installata una nuova tipologia di corpi illuminanti a LED prodotti da iGuzzini e distribuiti da ENEL SOLE. Il prodotto si chiama Archilede e dal 2 Aprile 2009 sostituisce nelle due vie le lampade ai vapori di sodio.

La potenza utilizzata è stata ridotta da 150W a 84W in via Martiri della Resistenza e da 100W a 59W in via Risorgimento permettendo un risparmio energetico dell’ordine del 38%, corrispondente a 15MWh annui.

Anche in altri comuni della provincia si riscontra attenzione ed interesse per l’applicazione della tecnologia a LED. Lo scorso mese si è svolto un convegno “Innovazione tecnologica nell’illuminazione pubblica: risparmio energetico e rispetto ambientale” presso il comune di Rottofreno organizzato dall’azienda IFE Srl che a breve avvierà una sperimentazione di illuminazione a LED all’interno del territorio del comune.

Grazie alle buone pratiche sull’efficienza luminosa, una città è riuscita a ottenere un primato internazionale e far parlare di sè la stampa di tutto il mondo. Per una volta non si tratta della tipica (ahime!) città del nord Europa, ma di un piccolo borgo medioevale della provincia di Salerno, Torraca, che dal 24 settembre di quest’anno è divenuta la prima led city al mondo. I 700 punti luce del comune sono stati completamente sostituiti da lampade a led, progettate e realizzate da un’azienda locale con un investimento coofinanziato dalla regione di 280 mila euro, che rientrerà in 6 anni grazie al risparmio del 70% sui costi energetici e del 70% sui costi di manutenzione http://www.comuneditorraca.it/start.html. La giunta, guidata dal giovane sindaco Daniele Filizola di 37 anni, ha inoltre realizzato quattro impianti fotovoltaici da 47 kW per coprire completamente i consumi energetici del comune e vendere l’energia in eccesso. Inoltre è stata anche fondata una società, Sviluppo Torraca S.r.l, a partecipazione pubblica per avviare la realizzazione di una fabbrica che produrrà moduli fotovoltaici e che farà ricerca nel settore delle rinnovabili; è già in fase di studio la realizzazione di un parco eolico.

Questo esempio non può che ridarci un po’ di speranza riguardo al fatto che, politica locale e iniziativa privata possano, anche nell’intricato e complicato contesto italiano, credere ed investire realmente sull’innovazione tecnologica e sulla green economy, innescando così tutti quei meccanismi di sviluppo territoriale, rilancio economico e salvaguardia dell’ambiente di cui non possiamo più permetterci di fare a meno.