le braccia dei giganti

-La fortuna va guidando le cose nostre meglio di quel che potessimo desiderare; perchè, vedi là, amico Sancio Panza, dove si scorgono trenta o pochi di piu’, smisurati giganti, con i quali penso di battagliare si da ammazarli tutti…..

Guardate – rispose Sancio- che quelli che si vedono laggiù non sono giganti, bensì mulini a vento, e quel che in essi sembrano braccia sono le pale che, girate dal vento fanno andare la macina del mulino. (Miguel de Cervantes,Don Chisciotte della Mancia)

Le “braccia dei giganti” che devasteranno il paesaggio italiano o “i giganti buoni” che contribuiranno in grande misura e nel breve periodo ad un radicale incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili (e che,per restare in metafora,potrebbero forse proteggerci anche dall’invasione dei Godzilla atomici)? Beh, guardando la moltitudine di dati a riguardo quello che è oggettivamente appurato è che l’energia eolica rappresenta allo stato attuale la tecnologia di produzione di energia rinnovabile maggiormente competitiva con le fonti classiche dal punto di vista economico. Da vari studi risulta infatti un costo medio di produzione per l’idroelettrico compreso fra 0,116 e 0,206 Euro/kWh,  il fotovoltaico fra 0,41 e 0,501 Euro/kWh, i combustibili alternativi fra 0,135 e 0,204 Euro/kWh e per l’eolico di soli 0,04 e 0,06 Euro/kWh; si prevede che a breve raggiungerà ll costo di produzione di energie non rinnovabili. Al contempo il potenziale eolico stimato è elevatissimo: si è calcolato che la sola Europa potrebbe produrre 3 volte i suoi consumi energetici installando centrali eoliche nelle aree aventi un potenziale adatto e che non ricadano all’interno di parchi, foreste e centri urbanizzati ( “Europe’s onshore and offshore wind energy potential” EEA).

A queste premesse fanno seguito dati incoraggianti: il tasso di crescita della potenza installata è esponenziale,e nel 2008 il 1.5% dell’energia globale è stata prodotta attraverso questa tecnologia. Il valore percentuale è ancora basso, ma con tali tassi di crescita si stima che a breve il contributo sarà sempre maggiore.

Anche l’Italia, seppure partita con un notevole (e ormai fisiologico) ritardo rispetto gli altri paesi, nel corso del 2008 ha raggiunto un ottimo risultato con una potenza installata durante l’anno di i 3.736,47 MW, e una produzione elettrica pari a oltre 6 TWh,pari a quasi il 2% del Consumo interno lordo. Questo boom di installazioni ha portato in primo piano la problematica dell’inserimento delle pale eoliche nel paesaggio del nostro paese.

Come sono oggettivi i dati riguardo le potenzialità di tali tecnologie, è infatti altrettanto innegabile che una pala eolica (se si esclude il microeolico) ha una dimensione tale da essere ben visibile. In piu’ si aggiunge il fatto che per la conformazione della penisola italiana la risorsa eolica è concentrata nei crinali montuosi, in particolare lungo la dorsale appenninica,e in questi contesti l’installazione di un parco eolico crea un maggior impatto visivo rispetto ad un’installazioni di pianura oppure offshore.

Personalmente sono sempre stato attratto e affascinato da queste “braccia dei giganti” che ho visto agitarsi lungo le autostrade del Nord Europa e della Spagna con le loro forme dal design pulito e minimale, come sculture astratte che emergendo dalla natura danno un segnale forte di come un’intergrazione fra lo sviluppo tecnologico ed economico e la tutela dell’ambiente in cui viviamo,possa trovare una strada di compromesso accettabile; e che il concetto di un energy landscape sostenibile non rimanga solamente teorico.

Ma questa è una visione puramente personale. Ritengo del tutto lecito il parere opposto di chi trova le pale eoliche orrende. Ovviamente però,i criteri con cui si valutano e si leggono questi interventi di modifica del paesagio non possono essere limitati al puro senso estetico indivudale(istico), nè tantomeno essere valutati secondo la vecchia e oramai del tutto inadeguata dicotomia che contrappone al bello (identificato con il paesaggio italiano) il brutto ma utile (in questo caso le pale eoliche); è necessario che le percezioni con cui si valutano questi interventi siano percezioni sociali.

L’eolico è utile e pulito. Ci sono luoghi perfetti per poterlo installare; mentre altri non lo sono affatto. Esistono e sono diffusi tutti gli strumenti pianificatori, progettuali e decisionali per poter fare questa valutazione.

Da tali presupposti ho accolto con entusiasmo la notizia recentissima dell’avvio di installazione della prima pala eolica nella provincia di Piacenza. L’iniziativa è dell’azienda agrituristica biologica Le Sermase, situato in località Nicelli nel comune di Farini che, oltre a offrire agli ospiti i piatti della cucina locale e la possibilità di soggiornare, da circa 4 anni è produttrice e distributrice di carni bovine biologiche e “Natural Valley”. L’azienda, nell’ottica di ampliare ulteriormente le proprie attività di valorizzazione sostenibile delle risorse presenti nel territorio rurale e perseguire l’obiettivo di multifunzionalità agro-energertica introdotta a partire dalla finanziaria 2007, inizia a valutare la possibilità di produrre energia da fonti rinnovabili. Gli ampi terreni utilizzati per il pascolo del bestiame, situati alle pendici del monte Aserei, sono particolarmente ventosi, è risaputo dagli abitanti del luogo. Una campagna di misure lo conferma: la zona presenta delle buone caratteristiche di ventosità (con una velcoità media annuale superiore ai 4 m\s). L’idea si concretizza.L’azienda decide di procedere,attraverso una Valutazione d’Impatto Ambientale,all’individuazione della soluzione ottimale di progetto in relazione agli effetti significativi  sul piano dei potenziali impatti ambientali e dei benefici attesi. Ogni impatto è stato considerato in relazione alla sua portata, all’area geografica e alla popolazione interessata, all’ordine di grandezza e complessità, alla probabilità che si verifichi e alla durata, frequenza e reversibilità. Sono stati dunque approfonditi con studi specifici gli impatti risultati piu’ significativi: avifauna e impatto visivo. Tali impatti sono stati mitigati con adeguate scelte progettuali: localizzazione specifica dell’impianto, dimensione della pala e piano di monitoraggio delle collisioni con avifauna. Al contempo si sono valutati i benefici attesi del progetto negli ambiti protezione ambientale ed inquinamento evitato (5’500 tonellate di equivalenti di petrolio risparmiate nella vita utile dell’impianto pari a 25 anni), comunità locale, impatti economici-occupazionali e impatti positivi sul fabbisogno energetico del comune di Farini. Viene dunque individuata la soluzione ottimale progettuale costituita dall’installazione di un aerogeneratore di piccola taglia (potenza nominale 600 kW) avente lunghezza della pala di 19 metri e altezza della torre di 40 metri. Regione e Provincia approvano la Valutazione d’Impatto Ambientale e rilasciano l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto.

Il gigante è ancora dormiente, adagiato sui pascoli dell’Aserei, ma a brevissimo sarà issato in verticale e inizierà ad accompangare con il suo roteare il brucare delle mucche.